Museo archeologico di Aidone e Morgantina: dove si trova e cosa vedere

Parco archeologico di Morgantina

Aidone dove si trova?

Hai sentito parlare della splendida città di Aidone e ti chiedi dove si trova e cosa vedere nel suo importante Museo archeologico? Questo incantevole borgo, situato in provincia di Enna, è immerso tra le dolci colline dei monti Erei, proprio nel cuore di uno degli angoli più suggestivi e ricchi di storia della Sicilia centrale.

Qui si trova il Museo di Aidone che, insieme ad altri importanti siti della zona, offre numerose attrattive da non perdere se visiti il territorio. Tra questi, l’affascinante sito archeologico di Morgantina con le sue preziose testimonianze sicule, greche ed ellenistiche. Insieme anche all’imperdibile Villa Romana del Casale situata a pochi chilometri di distanza – nei pressi di Piazza Armerina -, un sito riconosciuto patrimonio UNESCO celebre in tutto il mondo per i suoi mosaici straordinari.

Per non perdere nemmeno uno di questi luoghi dalla storia millenaria e dal fascino unico, affidati alle guide esperte e appassionate di STS Servizi Turistici. Da oltre 25 anni, la nostra agenzia accompagna i visitatori alla scoperta e alla valorizzazione dei tesori custoditi nell’entroterra siciliano. Tra questi anche il Museo di Aidone e Morgantina; vieni a scoprirli con il nostro tour dedicato!

Cosa significa “Aidone”?

Prima di inoltrarci nella descrizione di questa area archeologica tra le più importanti in Sicilia, sveliamo alcune curiosità sul particolare nome che la caratterizza. Il termine Aidone affonda infatti le sue radici in un intreccio di mito, leggenda e linguistica.

Secondo un’antica tradizione, il toponimo sarebbe legato ad Aidoneus, epiteto del dio degli Inferi, Ade-Plutone, che avrebbe fatto sosta proprio su questo colle dopo aver rapito Persefone nei pressi del lago di Pergusa. Questo episodio mitologico alimentò la diffusione del culto di Demetra e Persefone in tutta la Sicilia centrale, lasciando un’impronta profonda nella cultura locale.

Ma non finisce qui. Un’altra teoria fa risalire l’origine del nome all’arabo “Ayn dun“, traducibile come “sorgente superiore”, spiegazione plausibile vista l’abbondanza di fonti d’acqua che caratterizzano il territorio.

Il dibattito etimologico continua poi con due ulteriori ipotesi: una di derivazione greca, che associa il nome Aidone al termine Αηδόνι (Aidóni), ovvero usignolo, e l’altra che lo riconduce a un nome proprio di origine germanica, Aido-onis.

Ancora oggi queste teorie convivono senza una risposta definitiva, lasciando che il mistero sul nome di Aidone continui ad affascinare gli studiosi e i viaggiatori che la visitano per la prima volta.

Dove si trova la dea di Morgantina?

La celebre Dea di Morgantina, anche nota come Venere di Morgantina, è attualmente custodita nel Museo Regionale di Aidone, insieme anche ad altri ritrovamenti rinvenuti nel sito archeologico.

Questa straordinaria scultura in marmo e calcare, alta circa 2,2 metri, è considerata un capolavoro dell’arte greca del V secolo a.C. Secondo molti studiosi, raffigura una divinità, probabilmente Demetra o Persefone. La statua, per la sua imponenza e raffinatezza stilistica, rappresenta un simbolo del patrimonio culturale siciliano ed è uno dei reperti più preziosi dell’intera isola.

Il Museo di Aidone, da esplorare al meglio con i nostri tour guidati, ospita anche altri importanti manufatti provenienti dagli scavi di Morgantina, offrendo ai visitatori un viaggio immersivo nell’antichità greco-sicula.

Cosa vedere nel Museo di Aidone?

Negli ultimi anni, il percorso espositivo del Museo Archeologico di Aidone si è arricchito grazie al rientro in Italia di opere di straordinario valore, trafugate illegalmente e finite all’estero tra gli anni ’70 e ’80.

Oggi, infatti, l’importante Museo vanta alcuni pezzi di grande rilievo provenienti dai reperti ritrovati nella città antica di Morgantina. Tra questi figurano:

  • Due Acroliti di epoca arcaica (fine VI sec. a.C.), raffiguranti probabilmente Demetra e Kore.
  • La maestosa statua femminile del V secolo a.C., identificata come una divinità e realizzata con la tecnica pseudo-acrolitica, caratteristica della scultura siciliana che unisce marmo e calcare.
  • Un tesoro di raffinati argenti ellenistici, forse impiegati per i banchetti ufficiali nel prytaneion cittadino.
  • Una testa di Ade in terracotta policroma del IV secolo a.C., probabilmente parte di un gruppo scultoreo che rappresentava Ade e Kore.

Il Museo, con questi rientri eccezionali, ha restituito dignità e visibilità a un patrimonio che per anni è stato lontano dalla sua terra d’origine.

Quando La Venere di Morgantina è tornata a casa?

Dopo trent’anni di assenza dalla città di Aidone, la Venere di Morgantina – trafugata tra gli anni ‘70 e ‘80 e finita per molto tempo esposta al Paul Getty Museum di Malibu (California) -, è finalmente tornata a casa. Risale proprio al 17 marzo 2011 la restituzione della statua ad Aidone, il luogo che l’aveva custodita sin dall’antichità. Tutto questo è stato possibile solo dopo una condanna per traffico illecito di beni culturali e un accordo tra il ministro della Cultura italiano e il museo americano che custodiva il reperto.

Cosa c’è da vedere a Morgantina?

Cosa vedere, invece, con il nostro tour nel sito archeologico di Morgantina? Celebre per la sua grandezza, il suo valore storico e l’eccezionale quantità di reperti rinvenuti all’interno, Morgantina racconta una storia millenaria fatta di civiltà che si sono avvicendate e fuse tra di loro.

L’antica città si sviluppa secondo una tipica pianta urbana ellenistica, conservando però tracce delle più antiche culture sicule. L’Agorà, un’ampia piazza che si distende ai piedi del Colle della Cittadella, ne rappresenta il cuore pulsante e conduce fino all’Acropoli.

Tra le sue meraviglie si conservano resti di capanne a pianta quadrata risalenti a un’epoca pre-greca, testimonianza di un insediamento agricolo autoctono. In seguito, la città venne conquistata dai coloni greci provenienti da Catania (i Calcidesi) e visse un lungo periodo di prosperità, fino al 211 a.C., quando fu rasa al suolo dai Romani per aver appoggiato Cartagine durante le guerre puniche.

Visitare Morgantina significa quindi fare un viaggio a ritroso nel tempo, tra architetture che parlano di riti, miti e vita quotidiana dell’antichità. Nel dettaglio, tra i luoghi più suggestivi del sito archeologico troviamo:

  • Le mura difensive: ancora visibili in alcuni tratti, sono prive di torri ma presentano bastioni in corrispondenza delle quattro porte principali che introducevano alla città.
  • Il santuario sull’Acropoli: qui sorgono piccoli templi e un affascinante naiskos risalente al VI secolo a.C., lungo ben 32 metri, che testimonia l’importanza del culto religioso nella vita della comunità.
  • Le abitazioni residenziali: veri e propri esempi di case aristocratiche ellenistiche, spesso impreziosite da pavimenti musivi e pareti affrescate. Tra le più rappresentative:
  • La Casa del Capitello Dorico
  • La Casa di Ganimede, che prende il nome dal raffinato mosaico che raffigura il celebre mito greco
  • La Casa dei Capitelli Tuscanici
  • La Casa del Magistrato

Queste dimore testimoniano l’elevato livello culturale e architettonico raggiunto dalla città prima della sua decadenza. Ed è per questo che Morgantina, con il suo silenzioso fascino e le sue rovine intrise di storia, continua ancora oggi ad essere un’ambita meta di studiosi e viaggiatori da tutto il mondo.

Un motivo in più per correre a visitarla anche tu affidandoti alle nostre visite guidate di STS Servizi Turistici, il modo migliore per scoprire i tesori della Sicilia interna con dedizione e passione, senza tralasciare storia, natura e tradizioni.

Cosa vedere nel centro storico di Aidone?

Se dopo aver visitato le due ambite tappe culturali, ovvero il Museo di Aidone e il sito di Morgantina, hai voglia di esplorare altre chicche della città, allora ci sono alcuni posti in cui devi soffermarti per scoprire al meglio l’anima e l’identità di Aidone. Il territorio possiede infatti altri luoghi caratteristici come, proprio nel punto più alto della città, i ruderi di un castello medievale meglio noto come “Castellaccio”.

Da lassù, un tempo lo sguardo poteva abbracciare l’intera Sicilia centrale, sorvegliando con strategica precisione le vie di comunicazione più importanti dell’isola. La sua origine si fa risalire all’epoca normanna, intorno all’XI secolo, anche se si ipotizza che un presidio saraceno l’abbia preceduto.

Il grande terremoto del 1693 ne segnò la rovina e, con il tempo, venne lasciato alle intemperie e all’oblio. Un tempo, però, il castello faceva parte di una rete di torri d’avvistamento: un sistema ingegnoso di segnali luminosi che lo collegava ad altre fortezze, come quelle di Enna, Agira, Pietratagliata e oltre.

Dirigendoci verso il centro storico è inoltre possibile ammirare – sebbene solo dall’esterno – una chiesa davvero particolare, ovvero la chiesa ed ex convento di San Domenico. A rendere peculiare questo luogo sacro è la sua facciata principale a punta di diamante, una vera e propria rarità da riscontrare negli edifici religiosi.

Che dire, invece, della Chiesa e chiostro di Sant’Anna, luogo di culto del XVII secolo che in origine era una moschea? All’interno colpisce subito la vista dell’altare centrale in stile barocco, in netto rilievo con la semplicità dell’unica navata che lo precede.

Ma a incuriosire è soprattutto il Crocifisso ligneo di frate Umile Pintorno da Petralia, capolavoro del 1635 reso unico da una “leggenda paesana” che lo rende ancora più bello e famoso. Questa narra infatti che, in base alla prospettiva e angolazione in cui lo si osserva, pare che il volto di Cristo cambi sempre espressione. A volte sembra esprimere il dolore per la sua crocifissione, altre invece sembra sorridere con un velo di serenità.

Proseguendo poi verso il Corso Vittorio Emanuele, si apre un elegante spazio verde fatto di viali ombrosi e suggestivi. Tra i suoi sentieri si ergono infatti maestosi abeti, olmi rigogliosi e querce secolari che raccontano storie di un tempo lontano; parliamo della Villa comunale o “Belvedere”.

Affacciandosi dalla sua balconata naturale, lo sguardo si perde in un panorama mozzafiato: gran parte della Sicilia orientale si svela sotto gli occhi, con la vasta piana di Catania che si estende a perdita d’occhio. E là, sullo sfondo, si staglia imponente il profilo dell’Etna, che domina la scena con la sua eterna presenza.

Tra un’esplorazione a un’altra, però, è importante non perdersi la cucina locale. Questa è caratterizzata da ricette della terra semplici ma gustose. Non mancano poi i vini profumati da gustare, né il corposo olio locale da provare. Abbina questi due prodotti ai formaggi tipici del posto, come tuma, ricotta e pecorini.

E per finire, concediti una pausa dolce con i tradizionali buccellati, dolcetti ripieni di fichi, frutta secca e confetture. Ogni angolo, profumo e sapore di questo posto racconta una storia che vale la pena ascoltare, soprattutto da chi la racconta da tutta una vita. Prenota il tuo prossimo tour con STS Servizi Turistici.

Comments are closed.